Codice Tributo 4034: Cos’è nel Modello F24?

I contribuenti che devono pagare l’IRPEF (acronimo di Imposta sul Reddito delle PErsone Fisiche) possono assolvere al proprio dovere secondo due distinte soluzioni.

La prima prevede il pagamento della quota in due comode rate; generalmente una entro il 30 giugno e l’altra entro il 30 novembre dell’anno in corso.

La seconda soluzione prevede un versamento unico entro il 30 novembre.

Val conto ricordare che, come previsto dall’articolo 53 della Costituzione sulla progressività delle imposte, l’IRPEF è un’imposta progressiva suddivisa per scaglioni di reddito; all’aumentare del reddito il contribuente passa ad aliquote sempre più alte in accordo con l’articolo succitato.

È proprio in questo contesto che si inserisce il codice tributo 4034 presente sul modello F24.

Infatti diversi sono gli scenari per i quali occorre compilare e indicare nella Sezione Erario del modulo F24 il codice 4034. Nel seguito verranno riportati i casi tipici.

Acconto prima rata

Se l’importo dovuto è uguale o superiore a €257,52 il versamento seguirà la modalità delle due rate.

Nella prima rata, da pagarsi entro il 30 giugno dell’anno di imposta corrente, si verserà il dovuto nella misura del 40% del totale utilizzando il rigo RN33 della sezione Reddito Complessivo e Totale Ritenute utilizzando il codice tributo 4033 non dimenticando di indicare l’anno di imposta corrente.

È prevista una maggiorazione dello 0,40% – dovuta a interessi corrisposti – per tutti i pagamenti che avverranno oltre la data di scadenza riportata ma entro il 30 luglio dell’anno di imposta corrente.

Seconda rata e soluzione unica

In questo contesto verranno riportati due scenari.

Il primo riprende quanto riportato nel paragrafo precedente mentre il secondo è una condizione a se stante.

Entrambi, però, fanno uso dello stesso rigo nella Sezione Erario del modello F24 nonché dello stesso codice tributo, il 4034.

Come accennato, un importo IRPEF superiore o uguale a €257,52 comporta la suddivisione in due rate. Sulla prima si è già disquisito.

La seconda – nella misura del rimanente 60% – dovrà essere pagata entro il 30 novembre facendo uso del rigo RN33 già utilizzato per la prima rata e non dimenticando di indicare l’anno di imposta corrente ma con codice tributo 4034.

Se l’importo IRPEF è inferiore a €257,52 il contribuente dovrà optare per la modalità a soluzione unica da versarsi entro il 30 novembre.

Analogamente agli scenari fin qui indicati, le colonne da compilare nella Sezione Erario del modulo F24 sono:

  • La prima, codice tributo nella quale occorrerà riportare il codice 4034;
  • La terza, anno di riferimento, nella quale occorre indicare il periodo di imposta corrente;
  • Da non dimenticare la colonna importi a debito versati, la quarta, nella quale andrà riportato l’importo della seconda rata (passo precedente) o della soluzione unica se si rientra in tale condizione.

Anche nel ravvedimento operoso

Il codice tributo 4034, unitamente ad altri due codici che verranno riportati a breve, permette di regolarizzare la posizione del contribuente qualora, per qualsiasi motivo, il soggetto avesse omesso un pagamento arretrato o avesse effettuato un versamento insufficiente rispetto all’effettivo valore dovuto di imposte e tributi.

Questa è la condizione del contribuente che va sotto il nome di ravvedimento operoso.

Il ravvedimento operoso è una possibilità offerta dal decreto legislativo 472 datato 1997 e più precisamente dall’articolo 13 e successive modifiche. Ma come procedere evitando sanzioni amministrative e penali pesanti?

È sufficiente effettuare il mancato pagamento prima che l’Agenzia delle Entrate lo notifichi. Ancora una volta, facendo uso dell’F24, occoore:

  • Indicare il codice tributo 4034 per l’omesso versamento;
  • Indicare il codice tributo 8901 per il pagamento della sanzione pecuniaria;
  • Infine riportare il codice 1989 per gli interessi sul suddetto ravvedimento.

Le sanzioni

Il ravvedimento operoso è affiancato dal cosiddetto ravvedimento sprint. La differenza è nella sanzione applicata.

Nel ravvedimento sprint – ovvero il ravvedersi al più 14 con giorni di ritardo – la sanzione è equivalente allo 0,2% per ogni giorno che passa per un massimo del 2,8% (ovvero 14 giorni moltiplicato lo 0,2% per ogni giorno).

Nel ravvedimento operoso – più di 14 giorni, ma al più 30 giorni – la sanzione è del 3% per aumentare al 3,75% per ravvedimenti superiori al mese.

Se nessuna richiesta di ravvedimento viene operata dal contribuente, la notifica ad opera dell’Agenzia delle Entrate comporterà una sanzione del 30% sul mancato o ritardato pagamento.

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